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Etna e le antiche vigne: Contrada Santo Spirito Etna Doc Rosso.

Palmento Costanzo, l’Etna e le antiche vigne: è nato Contrada Santo Spirito Etna Doc Rosso.

L’Etna e la vite, ovvero un rapporto millenario costruito con sacrifici, fatiche e dedizione oltre che – o forse soprattutto – con la pietra e con il fuoco. Viti che crescono dal fuoco strizzando l’occhio al Mediterraneo e a una storia antica che trae origine dalla Magna Grecia e dalla cultura – e coltura – della vite che qui più che altrove hanno condiviso la storia dell’Uomo e della sua civiltà.
La viticoltura etnea ha, negli anni, sempre più dimostrato non solo le sue potenzialità ma le sue reali qualità dando vita a vini che sempre più si impongono all’interesse della critica e, fatto questo ben più importante, nei gusti degli appassionati. Le origini recenti di questo successo possono, in una qualche misura, aver trovato ulteriore vigore, oltre che un’importante conferma, nel raggiungimento della Denominazione di Origine Controllata nell’ormai lontano 1968, fatto questo che l’ha consacrata come una delle più storiche Denominazioni del nostro Paese.
Palmento Costanzo trova la sua più intima identità proprio nelle terre su cui è nata ed attiva, ovvero a Passopisciaro, lungo i versanti settentrionali del Parco Nazionale dell’Etna in provincia di Catania. L’Azienda, di proprietà di Valeria Agosta e di suo marito Mimmo Costanzo, può oggi contare su 12 ettari di vigneti nei quali coltiva, lungo gli antichi terrazzamenti, le varietà tradizionali del territorio, ovvero nerello mascalese, nerello cappuccio, carricante e catarratto, allevate ad alberello etneo sostenuti da pali di castagno.

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