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L’Estate è Rosè: dieci motivi e qualche consiglio per bere un vino Rosato

Di vino rosato si scrive e si continuerà sempre a scrivere, per via della passione “innata” per questo vino, ma anche per trasmettere la bellezza, la meraviglia e il gusto unico dei vini rosati.

Quello dei vini rosati è un mondo a sé. È un mondo sottile che individua un’arte. E fare vini rosati è un’arte difficilissima, che non mescola, come molti credono, il bianco col rosso. Un errore tutto italiano quello di credere che il rosato sia un “non vino”, mentre all’estero, soprattutto in Francia, questa tipologia di vini si approccia con rigore anche scientifico per via della difficoltà, appunto, che si trova nel vinificarlo. Molti si chiedono che gusto deve avere un vino rosato per essere “buono”. Non è bianco, non è rosso, allora che caratteristiche deve avere? Da cosa dipende il suo colore? Qualcuno potrebbe porsi, giustamente, queste domande.

VINO ROSATO: COLORE

Innanzitutto la bellezza del vino rosato comincia dal colore.  A dirlo, un grande enologo francese del passato, che ha fatto storia e soprattutto scuola in tutto il mondo: Émile Peynaud. Sempre il colore poi fa la differenza, perché le sfumature dei vini rosati sono tante e sottili. Sicuramente avrete sentito parlare di “chiaretto” o “cerasuolo” per indicare rosati di una certa intensità oltre che per identificare due particolari tipologie di vini nel mondo italiano dei rosati. In realtà, i rosati mostrano una vasta gamma di sfumature di rosa. La scala dei colori dei vini rosati francesi varia dalla buccia di cipolla, al mandarino, per passare dal rosa pesca, al salmone, al corallo fino ai colori più intensi. La diversità di colore dipende dalla provenienza geografica, dalla tipologia del vitigno e dalla mano dell’uomo.

VINO ROSATO: NASO

Cerchiamo di capire le differenze al naso. Come sarà un Montepulciano rispetto a un Etna? Le note di un rosato sono spesso delicate. Difficile definire una linea di degustazione precisa per un vino rosato. Se il Nerello Mascalese ha determinate caratteristiche, lo stesso, in rosato, cambierà le sue peculiarità in base alla macerazione. Ecco che una breve macerazione cederà al Nerello sentori floreali, come la rosa vulcanica dell’Etna, dove la frutta e le erbe aromatiche saranno una delicata sfumatura. Se, invece, passa attraverso una lunga macerazione, la sensazione fruttata sarà più evidente rispetto a quella floreale, che si trasformerà, quindi, in una sottile e delicata nuance.

VINO ROSATO: PALATO

Il palato giocherà tra il rapporto freschezzasapidità, lieve sensazione tannica e note morbide. La sapidità dipende molto dai terreni, mentre la freschezza acida dall’annata, dall’area di produzione, dalla tipologia e dal tempo di raccolta. La sensazione tannica, invece, dalla mano dell’uomo. Il mondo dei rosati è davvero complicato. Pensate a un Nerello Mascalese vinificato in rosa. Che odore avrà rispetto a quello vinificato in rosso? Partite dal presupposto che l’odore cambia ma, prima di tutto, a mutare sarà l’intensità e la complessità. Ciò vuol dire che troverete sentori simili sia nel rosato sia nel rosso, ma è nel rosato che troverete la parte floreale del Nerello Mascalese vinificato in rosso. È nel rosato che sarà più delicata e sottile.

Quando assaggiate un rosato, quindi, concentratevi sulla delicatezza,sulla nobiltà di questo vino. Cercate di capire come il fascino possa stare nella delicatezza e non tanto nella potenza, come magari qualcuno potrebbe cercare nel vino rosso. Quando assaggiate un rosato, dovete cambiare il metro di giudizio: un suggerimento importante, per accogliere con gioia un vino rosato nel vostro calice.

Sei ancora in dubbio sulla bontà del vino rosato? Ti diamo noi 10 ragioni, per prendere in considerazione la bellezza di questo vino e goderne in tutta la sua piacevolezza.

  1. Non c’è bellezza paragonabile al brivido fresco, che solo un vino rosato sa dare. I vini rosati sono freschi, leggeri, profumati e deliziosi. Se sei di cattivo umore “bere in rosa” ti sarà d’aiuto.
  2. È perfetto per gli abbinamenti più disparati. I vini rosati possono essere abbinati facilmente a diversi tipi di cibo grazie alla versatilità propria di questi vini rosè. E’ facile abbinarli dall’antipasto fino al piatto finale. Formaggi freschi e leggeri, carni bianche, uova, insalate elaborate, risotti e primi piatti non saranno più un problema d’ora in poi, perché saprai come abbinarli.
  3. Se hai ospiti e non sai se preferiscono bere vini bianchi o rossi, il rosato ti toglie dall’insicurezza della scelta del vino, perché spesso piace a chi beve vini rossi e anche a chi di solito preferisce vini bianchi.
  4. Se sei tra quelli che alle nove di mattina sente il bisogno di bere un buon bicchiere di vino per corroborare la giornata, ma temi di essere giudicato, allora bevi rosato. Nell’immaginario collettivo un calice di vino rosato è “senza peccato”.
  5. Con il vino rosato non ti annoierai mai. I colori sono diversi, dal rosa ciliegia al delicato salmone, esistono le versioni ferme, frizzanti e spumanti offrendo le più disparate versioni in base alla aree di provenienza. Profumi, colori e sapori dei vini rosati di tutta Italia ti daranno un supporto alcolico culturale non indifferente.
  6. I vini rosati in inverno regalano un tocco estivo al nostro umore e alle relazioni in generale. Sarai sorpreso nel scoprire la facilità con cui si può “flirtare” quando si ha un calice di vino rosato in mano.
  7. Sono perfetti per completare freschi e profumati long drink. Potrai dare sfogo alla fantasia, colorando i vostri cocktail e sorprendere gli amici proponendo loro nuovi gusti e profumi.
  8. In un lontano passato lo Champagne aveva un tocco di rosato. Secondo molti appassionati i primi Champagne avevano un’inclinazione appena rosata indice di un contatto del liquido con le bucce. Quando bevi rosato, pensa a questo magico momento del passato.
  9. Se soffrite perché a dieta e, per questo, non potete bere vino rosso, giacché preoccupati delle calorie, ma non vi piacciono i vini bianchi allora la scelta per voi è un buon rosato. Ha meno calorie di un rosso ma te lo ricorderà, in parte, al naso e al palato. Ricordate che i rosati nascono dal breve contatto con le bucce di uve a bacca rossa.
  10. Il vino rosato era considerato il vino dei nobili. In letteratura, si nota come i vini rosati erano prerogativa dei nobili mentre il popolo era lasciato in balia delle allappanti torchiature. I vini rosati rappresentavano le prime spremiture, le più soffici, e proprio i rosati che zampillavano dai torchi erano freschi, morbidi e levigati nel tannino. Presupposti ideali per stimolare…. i “piaceri di corte”.

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