Vini Etna Doc - Palmento Costanzo
Vini

Luciano Pignataro: Vini Palmento Costanzo

di Enrico Malgi
Parlare dei vini dell’Etna è sempre molto interessante, oltre che estremamente istruttivo ed affascinante. Sui versanti del famoso vulcano siciliano si pratica una viticoltura estrema e si allevano soltanto specifiche varietà locali ad un’altezza che può arrivare addirittura fino a mille metri. Anche la Società Agricola Palmento Costanzo coltiva qui con grande amore e passione le sue viti a Passopisciaro di Castiglione di Sicilia sul lato nord del vulcano e di cui in questi giorni ho assaggiato tre vini di nuove annate: un bianco, un rosato ed un rosso.
Bianco di Sei Etna Bianco Doc 2018. Carricante al 90% e saldo di Catarratto. Affinamento per dieci mesi in acciaio e poi il vino viene elevato in vetro per altri otto mesi. Tasso alcolico di dodici gradi. Prezzo finale di 25,00 euro. Vino vincitore a Radici del Sud 2016 col millesimo 2014.
Nel bicchiere risalta un bel colore giallo paglierino lucente. L’ampio, intenso e coinvolgente bouquet affascina con variegati profumi: arancia rossa, fichi d’india, ginestra, zagara, cappero, carruba, anice, salvia, timo e cenere. L’impatto del sorso sulla lingua è subito bello fresco, sapido, minerale, elegante, agile, morbido, aggraziato, leggiadro ed arioso. In questo modo il palato se ne avvantaggia, sostenuto com’è da un ritmo incalzante che conquista il palato con purezza di frutto e vellutate percezioni sulfuree. Tattilità intrigante per armonia e finezza. Allungo finale persistente. Da provare sulla classica cucina di mare siciliana e latticini.
Mofete Etna Rosato Doc 2019. Nerello Mascalese in purezza lavorato per quattro mesi in acciaio e poi elevato in boccia per due mesi. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 20,00 euro.
Limpido ed attraente il colore rosato corallino. Al naso salgono essenze di visciole, melagrana, frutti di bosco, violetta, rosa canina, zenzero e macchia mediterranea. Frammenti speziati. Sorso gentile, delizioso, scorrevole, succoso, slanciato, equilibrato e bello teso. Disegno gustativo focalizzato poi su intense proposizioni fruttate. Palato voluttuoso e ben ricamato. Chiusura appagante e gradevole. Da abbinare alla classica pizza margherita e zuppa di pesce.
Particella 466 Contrada Santo Spirito Etna Rosso Doc 2016. Vino biologico. Blend di Nerello Mascalese al 90% e saldo di Nerello Cappuccio. Affinamento di due anni in singolari botti di rovere francese a uovo (Ovum) ed elevazione in bottiglie per un anno. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 40,00 euro.
Tipico il colore rosso rubino poco appariscente. Sentori fruttati della pianta e del sottobosco, e poi note di di ciclamino, finocchietto selvatico, tamarindo, erbe officinali, cera d’api, incenso ed impronte speziate. Spunti terziari di ottima caratura. In bocca esordisce un sorso etereo, plastico, sublime, ferroso, glicerico, aristocratico, carezzevole, rotondo e raffinato. Tannini finemente affusolati come da prassi. Silhouette reattiva, dinamica, elegante, calibrata e pervasiva. Serbevolezza tutta da scoprire. Retroaroma sollecitamente persistente. Da preferire su carne rossa e bianca e pesce in guazzetto.
I due Nerello (Mascalese e Cappuccio) danno vita a vini approcciabili, morbidi, poco colorati, poco tannici e poco alcolici. E proprio per questo incontrano il favore di molti consumatori, come sanno fare anche per similitudine il Frappato ragusano, la Schiava ed il Lagrein Dunkel altoatesini e lo stesso Piedirosso campano, per non parlare poi del Pinot Nero della Borgogna. Vini che possiedono comunque una loro specifica personalità e complessità, senza scadere assolutamente nella banalità.

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