VirtuQuotidiane: Elementi Materici e tattilità sulle etichette di Mario di Paolo
Press

VirtuQuotidiane: Elementi Materici e tattilità sulle etichette di Mario di Paolo

SPOLTORE – La pietra lavica dell’Etna, in polvere, diventa un pigmento materico applicato su etichetta, anticipando alla vista e al tatto il racconto del territorio vulcanico siciliano dei vini di Cantina Palmento Costanzo. Tre carte concentriche fustellate, di dimensioni e tipologia di carta diverse, tutte bianche, ma di tre toni differenti, rappresentano la stratificazione della pietra di Apricena, sul Gargano, lì dove crescono i vitigni di aleatico, che danno vita al Litos.

Dietro queste sorprendenti etichette c’è l’arte creativa di Mario Di Paolo, vero e proprio guru del packaging enologico. Al suo Spazio Di Paolo con sede a Spoltore (Pescara) si rivolge il gotha delle aziende vitivinicole italiane, dalle Alpi alla Sicilia, ma anche di tutto il mondo, per vestire di bellezza e di significato i prodotti, cominciando la narrazione già dal contenitore. Una narrazione affidata alla vista, certamente, ma anche, ricorrendo agli elementi materici, molto alla tattilità, “uno dei punti più forti, che ho espresso in termini di linguaggio in tutte le etichette che ho realizzato”, rivela a Virtù Quotidiane, Di Paolo.

Quarantacinque anni, Mario è cresciuto letteralmente nell’arte. Suo padre, il fotografo Gino Di Paolo, è sempre stato punto di riferimento per gli artisti internazionali. “Sono nato tra una camera oscura e una sala posa – racconta Mario – dove si producevano immagini. All’epoca era tutto analogico e il fotografo era un vero artigiano. Sono cresciuto con la cultura dell’immagine, con lo studio e la capacità dell’inquadratura, del taglio. Piano piano ho iniziato anche io a praticare la fotografia.

Ho imparato a guardare, a riflettere sulle dinamiche produttive. Ho cominciato a puntare lo sguardo oltre l’oggetto da fotografare, entrando nel contenuto, cercando il modo per migliorare le performance di un prodotto anche da un punto di vista comunicativo”.  Di Paolo inizia così a combinare la fotografia alla grafica, “pensando al packaging come possibilità di comunicazione, per raccontare gli elementi più importanti del prodotto”.

Leggi tutto…